Percorso

Dopo il percorso di studio della musica classica in conservatorio, la professione decennale di musicista e l’esplorazione dei linguaggi extra-classici come il jazz, il pop, la musica sperimentale elettro acustica, ho sentito l’esigenza di scoprire a fondo il suono della musica di tradizione orale, comprenderne i codici, le regole improvvisative.

Dopo vari tentativi ho intuito che si potesse veramente fare questo percorso attraverso la frequentazione assidua e vissuta degli anziani portatori di questo suono, e dei contesti reali in cui questo suono si manifesta, ovvero le Feste. Sia quelle che si creano spontaneamente nelle case, sia quelle nei Santuari e nelle ricorrenze rituali cristiane a cui è ancora sentita una partecipazione laica che ha i suoi riti, i suoni canti, le sue preghiere che possono chiamarsi ballo, saltarello, canti, sorrisi, tensioni da sciogliere, incontri, conoscenza.

Nel mio percorso di scoperta, o meglio di riscoperta in quanto Nonno Angelo Sciamanna era suonatore di du bott e poeta nel mio paese e la trisnonna Merena suonava lu cembera (tamburo a cornice), mi sono posto sempre come uomo e non come un ricercatore scientifico in cerca di dati. Cio’ che più mi incuriosisce é l’Esperienza  che vivo dall’incontro con gli anziani, conoscerli, e farmi conoscere, passare del tempo con loro per capire veramente cosa pensano sulla vita, l’amore, la musica.

Passare le giornate di festa con loro a cantare e suonare é un dono della vita, perchè sento la mia parte più infantile che si riconnette a quella adulta, e diventa un’esperienza liberatoria, catartica, la strada o la cantina, o il piazzale davanti al santuario diventa il teatro della trasformazione in cui é il suono che guida tutto, spersonalizzando le volontà limitate individuali, segnando un cerchio che si accende e brucia l’oscurità per accendere luce.

Massimiliano Di Carlo

Alberi di maggio

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